Articolo di del nov 10, 2014 in Business, Life Coach |

Il Coaching è un modo di gestire il personale, di trattare le persone in generale, un modo di pensare e essere“,  J. Whitmore

 

In questi giorni ho riletto questo interessante libro di John Whitmore Coaching. Questo è il libro da cui ogni Coach inizia il suo percorso di formazione e al quale ritorna ogni volta che vuole riconnettersi con i principi che guidano la pratica del coaching.

Whitmore ci introduce la disciplina del Coaching, dalla sua nascita in ambito sportivo fino al suo recente utilizzo in ambito aziendale e personale.

Tim Gallwey definisce il coaching come lo  strumento utile per liberare il potenziale delle persone e massimizzare le loro performance. L’idea sottostate a questa teoria è che non bisogna insegnare alle persone qualcosa ma bisogna aiutarle ad imparare, ognuno dentro di sè racchiude un potenziale, capacità che devono essere liberate grazie all’aiuto di un facilitatore. Essere coach è avere un atteggiamento positivo e fiducioso nelle capacità delle persone, incoraggiare e supportare l’altro nel prendere le proprie decisioni in maniera autonoma, facendo emergere la consapevolezza, la responsabilità e la fiducia in se stessi.

Uno degli aspetti che più mi ha interessato nella lettura di questo libro è stata l’idea sviluppata da Whitmore di considerare il coaching come uno stile di management per il futuro.

Per affrontare il cambiamento  socio-economico è necessario sviluppare un nuovo stile manageriale fondato sulla cultura del coaching. Whitmore individua la figura del Manager-Coach, il coaching applicato in ambito aziendale permette di migliorare la qualità del lavoro, delle performance dei lavoratori perché si dà maggiore rilievo all’apprendimento e alla responsabilizzazione. Un bravo manager sarà colui che non impartisce ordini dall’alto ma ascolta le esigenze dei suoi collaboratori, crede nelle loro potenzialità e li lascia liberi di esprimere le proprie idee, questo processo li renderà maggiormente consapevoli e  responsabili delle loro azioni.

Consapevolezza e responsabilità sono i fondamenti del coaching. Un coach non ci dice cosa fare e come farlo, ma facilita un processo di sviluppo di consapevolezza: conoscenza di ciò che accade all’interno di noi stessi quando performiamo, ci permette di conoscere il funzionamento del nostro corpo e della nostra mente. Questo processo ci insegna ad avere maggiore fiducia in noi stessi, a sentirci più sicuri e responsabili. Assumere la responsabilità di ciò che facciamo ci fa sentire maggiormente impegnati e migliora la nostra performance. Avere un manager che dimostra fiducia nelle nostre potenzialità e competenze ci aiuterà ad avere maggiore fiducia in noi stessi e ci permetterà di raggiungere un livello elevato di performance.

Il ruolo del Manager-Coach non è più quello di dire ai suoi collaboratori cosa devono fare ma deve far crescere il proprio staff dandogli maggiore responsabilità e scelta. Per realizzare questo nuovo stile di management è importante concentrarsi sugli obiettivi, aspettative, contesti, azioni e apprendimento, questi sono gli elementi fondamentali per raggiungere performance straordinarie.

Se vogliamo realizzare il cambiamento desiderato non bisogna farsi sopraffare dalle paure, ma sblocchiamo il nostro potenziale attraverso la guida di un Coach che facilita un processo che è fatto di apprendimento e piacere . Il cambiamento inizia nel nostro presente e continua nel futuro.

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